
Dalle stragi al mito dell’”on the road”, dall’omosessualità femminile alla bandiera a stelle e strisce. In un video fa a pezzi i simboli della società Usa, ed è subito successo e polemica di MICHELA MARZANO
È uno dei video più scaricati della storia. Messo su Youtube, già nel primo weekend è stato visto da più di 15 milioni di persone scatenando polemiche, critiche, entusiasmo. Proprio per questo vale la pena di giocarci un po’. Con questo nuovo clip di nove minuti e mezzo, Telephone, Lady Gaga, affiancata da Beyoncé, non risparmia nessuno.
I simboli dell’America contemporanea ci sono tutti: dalla prigione al fast-food, dalle stragi al mito della libertà “on the road”, dall’omosessualità femminile alla bandiera degli Stati Uniti… Non è un caso che, sulla stampa e su Internet, le reazioni negative si moltiplichino. Alcuni commentano che, questa volta, Lady Gaga è andata troppo lontano. Altri denunciano l’onnipresenza dei prodotti commerciali (lattine di coca-cola light, sigarette, Polaroid). Altri, infine, sottolineano che l’immagine che viene data della donna sarebbe degradante: esattamente come nella pornografia, la donna sarebbe ridotta a mero “oggetto sessuale”.
Ma ci si può limitare alle apparenze? Le cose non possono essere più complicate? In questo video ultra-pop e post-moderno, con espliciti richiami a Madonna, Prince e Tarantino, niente può essere preso alla lettera. Tutto è sovversione. Tutto è al servizio di un immaginario che ribalta il significato letterale degli oggetti, dei colori, delle parole. Le lattine di Coca-Cola vengono utilizzate come bigodini; il cellulare suona, ma Lady Gaga canta che è troppo impegnata per rispondere… La cultura pop utilizza da sempre “la potenzialità metafisica” della merce, come direbbe il filosofo Adorno. Ma, nel caso di Telephone, questa potenzialità è iperbolica: i simboli vengono utilizzati per capovolgere il senso comune e per costringere lo spettatore ad interrogarsi non solo su ciò che “fa” (il ruolo che occupa), ma anche su ciò che “è” (il personaggio che interpreta). Parodiando la retorica fetish, Lady Gaga ribalta l’orgia di seduzione consumistica cui sembra sottomettersi. Certo, si tratta sempre di un video clip.
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